CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO DA DESTINARE ALL’ATTIVITÀ DEI SERVIZI DI RISTORAZIONE (ART. 2 D.L. 172/2020)

CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO DA DESTINARE ALL’ATTIVITÀ DEI SERVIZI DI RISTORAZIONE (ART. 2 D.L. 172/2020)

Al fine di sostenere gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive introdotte dal decreto-legge 172/2020 è stato previsto il riconoscimento di un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti che, alla data del 19 dicembre 2020, hanno la partita IVA attiva e, ai sensi dell’articolo 35 del d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633, dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai seguenti codici ATECO (riportati nella tabella riportata nell’allegato 1 del decreto):

561011 – Ristorazione con somministrazione

561012 – Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole

561020 – Ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto

561030 – Gelaterie e pasticcerie

561041 – Gelaterie e pasticcerie ambulanti

561042 – Ristorazione ambulante

561050 – Ristorazione su treni e navi

562100 – Catering per eventi, banqueting

562910 – Mense

562920 – Catering continuativo su base contrattuale

563000 – Bar e altri esercizi simili senza cucina.

E’ stato altresì specificato che il predetto contributo non spetta ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1 dicembre 2020 ed è erogato nel limite massimo complessivo di 455 milioni di euro per l’anno 2020 e di 190 milioni di euro per l’anno 2021.

In base a quanto previsto dal presente articolo, l’agevolazione spetta esclusivamente ai soggetti che hanno già beneficiato del contributo a fondo perduto di cui all’art. 25 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, che non abbiano restituito il predetto ristoro, ed è corrisposto dall’Agenzia delle entrate mediante accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente contributo.

L’ammontare del contributo a fondo perduto è pari all’importo già erogato ai sensi dell’art. 25 del decreto-legge n. 34 del 2020 e, in ogni caso, non può essere superiore a 150 mila euro.

Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi e per gli aspetti procedurali si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi da 7 a 14 del citato art. 25 del decreto-legge n. 34 del 2020.

 

Documenti allegati

DL 172/2020

Bonus vacanza Trentino

Bonus vacanza Trentino

Una vacanza, per essere indimenticabile, non ha bisogno di tanto. Ha però sicuramente bisogno di regalarci emozioni. E non serve percorrere migliaia di chilometri per trovarle. A volte, basta voltare l’angolo ed immergersi nelle bellezze ad un passo da casa. Quelle che spesso non visitiamo perché pensiamo siano sempre lì ad aspettarci.

Le meraviglie in Trentino sono ovunque, basta saperle cogliere. Sono custodite nelle tipicità preziose, naturalistiche e culturali, come le lingue e i dialetti o nelle ricette, che cambiano e sfumano anche dentro il raggio di pochi chilometri. Le puoi trovare nei sentieri, nei percorsi da fare in bici, nei profili delle nostre amate montagne, nei borghi pieni di vita, di chiese e botteghe, nei laghi in cui fare un tuffo e rigenerarsi da ogni fatica.

La Provincia autonoma di Trento mette a disposizione di tutti i residenti del Trentino, senza distinzione di reddito, un bonus di 50 € a persona pagante per ogni soggiorno di almeno 3 notti, che raddoppia a 100 € a persona pagante per i soggiorni di almeno 7 notti. Il bonus può essere utilizzato in tutte le strutture ricettive ad eccezione degli appartamenti privati (alloggi per uso turistico).

  • La misura è valida dal 1° luglio 2020 fino al 30 novembre 2020.
  • Per inoltrare la richiesta sarà sufficiente connettersi alla sezione dedicata sulla piattaforma ripartitrentino (la sezione specifica sarà operativa da agosto).
  • Al momento della domanda sul portale basterà attestare il pernottamento presso una delle strutture ricettive del nostro territorio tramite fattura o ricevuta fiscale

In attesa di disporre di ulteriori informazioni, pubblicate prossimamente sulla piattaforma provinciale, tu dimenticati dello stress degli spostamenti lunghi e lasciati coccolare da una vacanza in cui scoprire e scoprirsi, lasciandoti stupire dalle piacevoli sorprese che solo le atmosfere familiari sanno custodire.

 


La sezione specifica per effettuare la richiesta di rimborso sarà disponibile su questa pagina da agosto 2020.

Attività sospese e difficoltà di pagamento del canone di affitto dei locali o dell’azienda

Attività sospese e difficoltà di pagamento del canone di affitto dei locali o dell’azienda

Le raccomandazioni per non andare incontro alle conseguenze di un possibile inadempimento

Nel decreto legge Cura Italia è stato espressamente stabilito che l’emergenza epidemiologica attuale può configurarsi quale causa di impossibilità sopravvenuta e, quindi, quale causa di esclusione dell’inadempimenti contrattuale (anche solo temporanea).

Tale previsione non determina però automaticamente per il conduttore il venir meno dei propri obblighi contrattuali.

Preliminarmente è necessaria una disamina approfondita del contratto in essere, per verificare che contrattualmente le parti non abbiano inteso escludere l’operatività della forza maggiore.

È quindi utile inviare al locatore una lettera di preavviso di sospensione del pagamento al fine di avviare un contatto con la proprietà, per tentare di rivedere bonariamente la disciplina contrattuale nell’interesse di entrambe le parti (es. dilazione dei pagamenti oppure, ove possibile, riduzione del canone).

In ogni caso appare utile ricordare che, qualora la proprietà non intendesse rivedere la propria posizione, sarà compito del giudice, in ogni eventuale singola controversia giudiziaria, verificare se l’impossibilità della prestazione sia effettivamente imputabile all’emergenza in corso e non al debitore, e se questa sia assoluta o solo temporanea, causando un ritardo (superabile, ad es. posticipando il pagamento di una somma dovuta).

L’ufficio legislativo della nostra Associazione rimane telefonicamente a Vostra disposizione per i chiarimenti e l‘assistenza necessaria.

Si allegano due diversi modelli di lettere per il locatore.

Lettera affitto d’azienda

Lettera locatore

Informazioni
Ufficio legislativo

Dott.ssa Mila Bertoldi – mila.bertoldi@unione.tn.it | 0461880326
Dott. Alberto Pontalti –  alberto.pontalti@unione.tn.it | 0461880325
Dott. Ferruccio Veneri – ferruccio.veneri@unione.tn.it | 0461880324

Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri – 22 marzo 2020

Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri – 22 marzo 2020

Tutte le scadenze dei precedenti decreti vengono prorogate al 3 aprile 2020

Il premier firma una ulteriore stretta alle misure per il contenimento dell’emergenza Covid-19

Scarica il testo in pdf – Scarica l’allegato 1 in pdf

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visto il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante «Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19» e, in particolare, l’articolo 3;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 febbraio 2020, recante “Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 23 febbraio 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 febbraio 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 47 del 25 febbraio 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 1° marzo 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 55 del 4 marzo 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 59 dell’8 marzo 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 9 marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, applicabili sull’intero territorio nazionale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.62 del 9 marzo 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.64 del 11 marzo 2020”;

Vista l’ordinanza del ministro della Salute del 20 marzo 2020 “ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.673 del 20 marzo 2020;

Considerato che l’Organizzazione mondiale della sanità il 30 gennaio 2020 ha dichiarato l’epidemia da COVID-19 un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale;

Vista la delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, con la quale è stato dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;

Considerati l’evolversi della situazione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e l’incremento dei casi sul territorio nazionale;

Ritenuto necessario adottare, sull’intero territorio nazionale, ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19;

Considerato, inoltre, che le dimensioni sovranazionali del fenomeno epidemico e l’interessamento di più ambiti sul territorio nazionale rendono necessarie misure volte a garantire uniformità nell’attuazione dei programmi di profilassi elaborati in sede internazionale ed europea;

Tenuto conto delle indicazioni del Comitato tecnico scientifico di cui all’art. 2 dell’ordinanza del Capo del dipartimento della protezione civile in data 3 febbraio 2020, n. 630, nelle sedute del 28 febbraio 2020 e del 1° marzo 2020;

Su proposta del Ministro della salute, sentiti i Ministri dell’interno, della difesa, dell’economia e delle finanze, nonché i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dello sviluppo economico, delle politiche agricole alimentari e forestali, dei beni e delle attività culturali e del turismo, del lavoro e delle politiche sociali, per la pubblica amministrazione, e per gli affari regionali e le autonomie, nonché sentito il Presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni;

DECRETA:

ART. 1

Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale

1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, sull’intero territorio nazionale sono adottate le seguenti misure:

a. Sono sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle indicate nell’allegato 1 e salvo quanto di seguito disposto. Le attività professionali non sono sospese e restano ferme le previsioni di cui all’art. 1, punto 7, dpcm 11 marzo 2020. Per le pubbliche amministrazioni resta fermo quanto previsto dall’art. 87 del decreto legge 17 marzo 2020 n. 18. Resta fermo, per le attività commerciali, quanto disposto dal dpcm 11 marzo 2020 e dall’ordinanza del ministro della Salute del 20 marzo 2020. L’elenco dei codici di cui all’allegato 1 può essere integrato con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze;

b. È fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati dal comune in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; conseguentemente all’articolo 1 comma 1 lettera a) del dpcm 8 marzo 2020 le parole “. E’ consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza” sono soppresse;

c. Le attività produttive che sarebbero sospese ai sensi della lettera A possono comunque proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile;

d. Restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all’allegato 1, nonché dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali di cui alla lettera e, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, nella quale sono indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite; il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. Fino all’adozione dei provvedimenti regionali di sospensionedell’attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della comunicazione resa;

e. Sono comunque consentite le attività che erogano servizi di pubblica utilità, nonchè servizi essenziali di cui alla legge 12 giugno 1990, n. 146. Resta tuttavia ferma la sospensione del servizio di apertura al pubblico di musei e altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice beni culturali, nonché dei servizi che riguardano l’istruzione ove non erogati a distanza o in modalità da remoto nei limiti attualmente consentiti;

f. E’ sempre consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari. Resta altresì consentita ogni attività comunque funzionale a fronteggiare l’emergenza.

g. Sono consentite le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all’impianto stesso o un pericolo di incidenti. Il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. In ogni caso, non è soggetta a comunicazione l’attività dei predetti impianti finalizzata a garantire l’erogazione di un servizio pubblico essenziale;

h. Sono consentite le attività dell’industria dell’aerospazio e della difesa, nonché le altre attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale, previa autorizzazione del Prefetto della provincia ove sono ubicate le attività produttive.

2. Il Prefetto informa delle comunicazioni ricevute, delle autorizzazioni e dei dinieghi emessi il Presidente della regione o della Provincia autonoma, il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e le forze di polizia.

3. Le imprese le cui attività non sono sospese rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 14 marzo 2020 fra il Governo e le parti sociali.

4. Le imprese le cui attività sono sospese per effetto del presente decreto completano le attività necessarie alla sospensione entro il 25 marzo 2020, compresa la spedizione della merce in giacenza.

Art. 2.

Disposizioni finali

1. Le disposizioni del presente decreto producono effetto dalla data del 23 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020. Le stesse si applicano, cumulativamente a quelle di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020 nonché a quelle previste dall’ordinanza del ministro della Salute del 20 marzo 2020 i cui termini di efficacia, già fissati al 25 marzo 2020, sono entrambi prorogati al 3 aprile 2020;

2. Le disposizioni del presente decreto si applicano alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione.

Roma, 22 marzo 2020

IL MINISTRO DELLA SALUTE

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI